Ö — studio di architettura di Michela Ekström.
Ci sono domande che tornano in ogni progetto. Come tenere insieme la massa e la leggerezza, il pieno e il vuoto, lo spazio che si chiude e quello che si apre, il rigore della costruzione e la libertà del paesaggio. Lo studio non parte da uno stile da applicare, ma da questi opposti che possono convivere — e ogni volta cerca il punto in cui, in quel luogo e per quella persona, riescono a tenersi. Non soluzioni di repertorio, ma una chiave trovata caso per caso.
Da qui un’architettura pensata per il corpo prima che per l’immagine: fatta di sequenze che si attraversano, di luce e di ombra, di materia che si tocca. Lo spazio non si guarda da fuori — si percorre, si abita, si scopre camminandoci dentro.
Per rispondere a queste domande, Ö lavora come una rete. Attorno a Michela Ekström si riuniscono, di progetto in progetto, le figure che ogni lavoro chiama a sé, dal pensiero alla costruzione, attorno a un’unica regia costante. Una struttura che si ricompone con ciò che ha davanti: non solo un modo di organizzarsi, ma il riflesso di come lo studio intende lo spazio, qualcosa che si attraversa e si trasforma.
Lo stesso vale per il fare. Il lavoro tiene insieme due piani: da un lato lo sguardo, la ricerca, la domanda di partenza; dall’altro la costruzione — la struttura, il dettaglio, il cantiere seguito di persona. È qui che la ricerca diventa concreta, e qui che le due grammatiche dello studio si mettono al lavoro sulla materia: quella nordica, fatta di rigore e di silenzio; quella mediterranea, di pietra, travertino, luce calda. Non un’identità, ma un alfabeto. Una doppia attenzione che permette di muoversi tra scale molto diverse, dalla casa privata alla scuola pubblica, dall’interno al concorso.
Ö è lo studio di Michela Ekström, architetta italo-svedese che vive e lavora nella campagna romana. Dottore di ricerca in Teoria e Progettazione dell’Architettura, insegna Interior Design al Quasar Institute ed è stata docente di Progettazione architettonica alla University New York di Tirana. Nel 2020 ha co-fondato l’associazione Architettrici. Il lavoro dello studio è stato pubblicato, tra gli altri, su Domus, Elle Decor e AD, e selezionato per il Padiglione Italia alla 17ª Biennale di Architettura di Venezia, nella sezione curata dalle RebelArchitette.
ph. Carlo Oriente