ASSORAM OFFICE
Un tempo era un appartamento romano come tanti: corridoio centrale, stanze disposte ai lati, affacci su un solo fronte. Siamo a Prati, nel cuore borghese e silenzioso di Roma, in un palazzo signorile di primo Novecento — uno spazio rimasto fermo nel tempo, adattato negli anni ma mai davvero ripensato. La committenza, l’associazione nazionale che riunisce oltre cento aziende della distribuzione e dei servizi nel settore healthcare, poneva un vincolo netto: rinnovare senza interrompere a lungo il lavoro quotidiano, e quindi senza opere murarie. Il lungo corridoio centrale, con le stanze su entrambi i lati, doveva restare com’era.
Il progetto fa di quel vincolo il suo punto di partenza. Nessuno stravolgimento: lo spazio viene ripensato rispettando la struttura distributiva ereditata, ma trasformandola in un percorso. Al corridoio è affidato il ruolo di asse narrativo; le porte diventano cornici visive; le stanze, singoli quartieri interni, ciascuno con una propria personalità. Quello che era un sistema funzionale rigido si fa viaggio — un attraversamento, non più un disimpegno da percorrere in fretta. Il limite, invece di essere subìto, diventa la materia stessa del progetto.
Il colore è il vero protagonista. La palette dialoga con il contesto romano — pesca, mattone, verde salvia — tonalità che non appartengono all’immaginario del mondo farmaceutico o legale, ma restituiscono una sensazione più calda e più viva. Le “invasioni” di verde sono piccole interruzioni visive, momenti di respiro nella giornata; i toni caldi evocano la Roma quotidiana e accendono ambienti pensati per stimolare concentrazione, creatività, benessere. Qui il colore non si limita a definire lo spazio: diventa strumento di relazione, un modo per abitarlo più in profondità.
A completare il racconto, gli interventi puntuali: nella sala conferenze — la più rappresentativa — il tavolo in legno naturale è stato rivitalizzato con una laccatura, l’arco dell’antica porta-finestra modificato per integrare un sistema fonoassorbente, e pannelli acustici disposti a soffitto restituiscono ordine e comfort. Alle pareti, le fotografie in grande formato di Ernesta Caviola dilatano lo spazio e suggeriscono racconti: il reale e l’immaginario si incontrano nell’architettura. Ne nasce un ufficio che è un microcosmo urbano — non un luogo da occupare, ma uno spazio da abitare, dove il lavoro dialoga con la materia, il colore diventa emozione e le soglie aprono mondi. Un luogo che respira con Roma.
Località: Roma, quartiere Prati
Committente: Assoram
Tipologia: restyling di spazi ufficio / workplace (senza opere murarie)
Progetto architettonico: Michela Ekström Architettura
Fotografie del progetto: Carlo Oriente
Opere fotografiche in sala: Ernesta Caviola
Pubblicazioni: Elle Decor, Office Layout (2025)