CASA FEFE

Si parte da zero. Per rispondere alle esigenze e allo spirito di una giovane coppia, la ristrutturazione di un appartamento di circa 250 mq nella zona residenziale di Roma nord comincia dalla tabula rasa dell’esistente: tolto tutto, lo spazio torna disponibile e il progetto lo riscrive con pochi gesti netti. Non una decorazione applicata a una pianta data, ma tre dispositivi che ridefiniscono da capo cosa è stanza, cosa è soglia, cosa è percorso.

Il primo è un volume nero. Contiene vani bifacciali, il camino, il mobile tv, porte scorrevoli e a bilico integrate: un oggetto scultoreo che genera scenari e separa gli ambiti funzionali senza chiuderli, tenendoli in una relazione fisica e visiva continua. Lo spazio che ne nasce è fluido, flessibile, aperto alla vista sulla natura intorno. Il secondo è un dispositivo lungo undici metri e profondo novanta centimetri, in rovere naturale e bruciato: insieme contenitore, separazione e accesso alle camere da letto, attraversa l’ingresso e la zona giorno e fissa l’assialità delle percorrenze. È la spina che ordina la casa, e insieme il materiale che la riscalda.

Il terzo elemento lavora di sottrazione e inganno: lo specchio. Inserito con misura nella zona giorno e nei punti di raccordo tra il volume di rovere e le tramezzature, modifica la percezione delle divisioni e la dimensione stessa degli elementi — moltiplica, dilata, mette in dubbio dove finisce una superficie. Qui i materiali naturali si rincorrono, si riflettono e dialogano con la propria fisicità dentro un grande spazio pieno di luce. La casa non è un insieme di stanze ma un campo continuo, dove ogni dispositivo è insieme arredo e architettura.

Località: Roma

Committente: privato

Progetto architettonico: Michela Ekström Architettura, arch. Sara Ceccoli

Tipologia: ristrutturazione di appartamento

Falegnameria: Antonacci Falegnamerie

Superficie: 250 mq

Anno: 2022

Fotografie: Lorenzo Zandri