ex COTONIFICIO DI PALERMO
Tutto parte dalla luce. L’ex cotonificio di Partanna Mondello è una fabbrica per la filatura dei primi anni Cinquanta, progettata da Pietro Ajroldi e Franco Gioè: un impianto simmetrico costruito sull’iterazione, sette volte, di una campata coperta da una volta a shed. La sua qualità più alta — Bruno Zevi lo indicò tra i migliori esempi del settore — è la luce che entra da nord dalle grandi vetrate degli shed e pervade lo spazio in modo omogeneo, un grande vuoto ritmato un tempo soltanto dai telai per la filatura. Nata in un paesaggio incontaminato ai piedi della Conca d’Oro, oggi la fabbrica è stretta d’assedio da capannoni e abitazioni che ne hanno manomesso il contorno.
Il progetto trasforma la fabbrica dismessa in un polo terziario e culturale aperto al quartiere e alla città — spazi espositivi, laboratori, coworking, asilo, ristorazione — ma muove da una premessa precisa: qui restauro e progetto coincidono. Il metodo è togliere prima che aggiungere. Il sistema modulare degli shed viene restaurato e liberato dalle superfetazioni accumulate negli anni, fino a tornare lo spartito chiaro su cui collocare le nuove funzioni. Recuperare l’impianto originario e restituire la qualità della luce è l’intervento principale: le funzioni non riempiono lo spazio, vi restano sospese nella luce naturale, in una sequenza di luoghi interconnessi dove l’ombra, il vento, la luce e l’acqua diventano materia del progetto tanto quanto le murature.
Su questa matrice si innestano pochi segni fondanti. Un percorso — un nastro rosso, una pensilina a volta rovescia che sostituisce in parte le campate centrali demolite — taglia l’impianto e conduce al cuore della fabbrica. Lì si apre la corte: il vuoto centrale, ottenuto demolendo alcune campate, diventa giardino pubblico dove i percorsi di accesso e quelli di attraversamento si intersecano. Al centro della corte una torre lignea alta 45 metri guadagna l’altezza, offre una vista a 360 gradi e fa da landmark urbano — un rimando esplicito ai grandi telai di legno della filatura. Il verde e l’acqua tengono insieme il tutto: una vasca di fitodepurazione alimentata dalle acque reflue e di copertura rende visibile il ciclo dell’acqua e fa della natura l’elemento unificatore del nuovo centro.
Località: Partanna Mondello, Palermo
Tipologia: rigenerazione di edificio industriale storico — centro culturale e polo terziario
Edificio originario: ex cotonificio (primi anni ’50), arch. Pietro Ajroldi e Franco Gioè
Raggruppamento (RTP): Studio Faraone S.r.l.s. (capogruppo mandataria) · Michela Ekström (mandante) · Gianluca Graziani (mandante) · Studio Geologico Associato Gian Vito Graziano e Monica Masi (mandante) · Emanuela Montalto (mandante, giovane professionista)
Progettazione architettonica: Michela Ekström e Gianluca Graziani
Stato: progetto di concorso