FLOFT

Tutto nasce da una richiesta. Il cliente, un venticinquenne, non voleva una casa definita una volta per tutte, “da adulti”, ma uno spazio capace di crescere con lui — di assecondare ritmi che cambiano, passioni che si avvicendano, ospiti che vanno e vengono. Il progetto prende quella domanda alla lettera e ne fa il proprio principio: un appartamento romano di 120 mq pensato non come layout fisso, ma come spazio da attraversare.

Al centro c’è un grande blocco materico, che funziona da bussola e da snodo. Attorno a questo volume gli ambienti si dispongono lungo un percorso anulare, senza inizio né fine: un loop domestico in cui ci si muove senza interruzioni, scegliendo ogni volta da che parte girare. Le porte sono a tutta altezza e lavorano come varchi, non come transizioni — tolgono la percezione dei confini invece di segnalarla. Ogni stanza resta così una possibilità aperta e non una destinazione: nessuna gerarchia tra gli ambienti, nessun “prima e dopo” obbligato.

Anche gli arredi seguono questa logica. Non una casa allestita, ma un luogo in cui gli oggetti convivono come persone diverse nello stesso salotto: una poltrona intrecciata, un beanbag per lavorare a terra, un tavolino in cemento, una seduta rossa. Non un set coordinato, ma elementi che restano distinti. La cucina nera, profonda e materica, lavora per contrasto con il pavimento in legno chiaro e le pareti neutre, tenute di fondo. L’equilibrio non è quello della composizione finita, ma quello, più instabile, di una casa che si modifica vivendola. Un’architettura flessibile, impostata per cambiare nel tempo invece di restare uguale a sé stessa.

Località: Roma

Committente: privato

Progetto architettonico: Michela Ekström e Gianluca Graziani

Tipologia: ristrutturazione di loft / appartamento

Superficie: 120 mq

Anno: 2025

Pubblicazioni: AD Italia