MEDITERRANEO – MAXXI
Come si racconta il Mediterraneo, oggi, senza scivolare nello stereotipo? L’allestimento del ristorante Mediterraneo al MAXXI di Roma parte da questa domanda e dal rifiuto della cartolina: non il set di limoni e ulivi, ma il Mediterraneo come stratificazione di civiltà, di immagini, di gesti accumulati nel tempo.
Il filo che lega tutto è l’intreccio. Un Mediterraneo guardato attraverso i cesti di salice dipinti a Pompei, quelli rappresentati nell’arte egizia, quelli colorati degli artigiani africani: trame di materiali, sensorialità, colori, evocazione. Tre culture lontane che condividono lo stesso gesto antico — intrecciare — e che qui diventano un’unica famiglia di immagini del cibo e della convivialità.
Da qui il dispositivo. Un elemento cilindrico, scandito dalla sovrapposizione e dall’intreccio di argilla, ceramica smaltata, vetro e legno — materiali e colori che ci appartengono — si inserisce nel contenitore bianco della stanza dell’ex caserma del MAXXI. Lo spazio nudo viene riempito non di arredo ma di parole, sensazioni, ricordi: il cilindro intrecciato porta dentro la stanza astratta la materia calda e stratificata del Mediterraneo, e trasforma il pranzo in un attraversamento di epoche e culture.
Località: MAXXI, Roma
Tipologia: allestimento / interior — ristorante
Superficie: 800 mq
Progetto architettonico: Michela Ekström Architettura, arch. Sara Ceccoli, Studio GAD
Anno: 2019
Stato: progettazione preliminare in fase di gara — progetto vincitore