MUSEO DEI CANDELIERI – SASSARI
Il progetto, primo classificato al concorso per il recupero del Palazzo della Frumentaria, dell’ex Casotto Daziario di Porta Sant’Antonio e dell’ex Scuola di Sant’Apollinare, nasce per dare casa a un rito. La Faradda di li candareri — la Discesa dei Candelieri — è la processione più sentita di Sassari, patrimonio UNESCO dal 2013: secondo la tradizione nasce da un voto alla Madonna Assunta che avrebbe salvato la città dalla peste del 1652. Il tema non è allestire un museo, ma trovare lo spazio dove una festa viva continua a depositare la propria memoria.
Tre edifici storici, tre tempi diversi, da tenere insieme senza appiattirli. Il recupero non li uniforma: ne rispetta le differenze e li mette in sequenza, trasformando il percorso tra i tre corpi in parte del racconto. La materia antica resta leggibile, e su di essa il progetto interviene per dare ordine e luce a ciò che il rito porta con sé — i candelieri, gli oggetti, le immagini di una devozione collettiva.
Il museo diventa così un dispositivo di mediazione tra la festa e la città: un luogo che custodisce la Faradda quando non è in strada e che, il resto dell’anno, ne tiene accesa la memoria. Non un contenitore neutro, ma un’architettura che si fa parte del rito che conserva.
Località: Sassari
Committente: Comune di Sassari
Tipologia: recupero di edifici storici — museo (concorso, 1° classificato)
Superficie: 800 mq
Progetto architettonico: Michela Ekström Architettura, arch. Sara Ceccoli, Peluffo&Partners Architettura, Laura Naitana, Silvia Carboni, Domenico Faraco, Alessio Rizzo, Giambattista Manai, HZ Studio
Anno: 2019-2024
Stato: 1° classificato al concorso · PFTE, progettazione definitiva, progettazione esecutiva