STUDIO MEDICO IANNUZZI

“Ricostruire come collaborazione con il tempo, scoprendo sotto le pietre il segreto delle sorgenti.” — Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano

In un palazzo umbertino vicino alle Terme di Diocleziano, lo spazio da ripensare è fatto di tre volte comunicanti, e sotto il pavimento corrono reperti archeologici romani, lasciati leggibili attraverso una griglia vetrata. La domanda del progetto è come abitare uno spazio così denso di tempo senza schiacciarlo: la risposta è non riempirlo, ma inserirvi un solo elemento che con quel tempo dialoghi.

Quell’elemento è un volume autonomo, un nuovo guscio collocato nell’ambiente. All’esterno è completamente chiuso, scandito da linee verticali che, riflettendosi sulla superficie vetrata del pavimento, accentuano l’idea di stratificazione storica — il nuovo che si specchia sull’antico. Il volume non raggiunge il soffitto: passa sotto le volte, così che chi entra possa vedere lo spazio per intero, e il guscio non occupi la stanza ma vi resti sospeso.

Il lato interno ribalta tutto. È interamente specchiato, e qui figura e sfondo si sovrappongono, la percezione prospettica si altera, lo spazio non è più fisso. Le volte, i reperti, il volume nuovo e chi lo attraversa si mescolano in un’unica immagine riflessa, dove passato, presente e futuro stanno insieme. Lo specchio non serve a dilatare i sessanta metri quadri, ma a far collassare i tempi: l’archeologia sotto i piedi e il gesto contemporaneo nello stesso sguardo.

Località: via Quintino Sella, Roma

Committente: privato

Progetto architettonico: Michela Ekström Architettura, arch. Sara Ceccoli

Tipologia: studio medico

Superficie: 60 mq

Anno: 2019

Strutture: Daniele Calimera

Realizzazione: 2BE Gestioni, Antonacci Falegnameria

Fotografie: Ernesta Caviola