TRAVERTINE VILLA

Da fuori mantiene la forma che aveva sempre avuto. Una casa rurale con tetto a falde, volume compatto e proporzioni familiari nel paesaggio agricolo della Tuscia. La sagoma rimane invariata: stessa impronta a terra, stesso profilo della copertura. Il progetto lavora dentro questo limite, trasformando una figura esistente senza alterarne la presenza nel paesaggio.

Il travertino riveste integralmente l’edificio e ne definisce il carattere. La scelta del materiale nasce da una condizione particolare: la proprietà è legata da generazioni all’attività estrattiva del travertino, e la pietra entra nel progetto come una presenza naturale prima ancora che come un rivestimento. Qui però la materia non costruisce una massa compatta. Il tetto si stacca dalla base e sembra sospeso sopra di essa, mantenendo solo alcuni punti di contatto. Tra le due parti si apre un taglio continuo che percorre l’intero edificio. Una sequenza di finestre a nastro alternate ai tratti pieni della muratura introduce la luce all’interno e alleggerisce la percezione del volume. La copertura diventa una linea autonoma, capace di separarsi dalla materia pur continuando a appartenerle.

Capranica Villa nasce da un vincolo preciso: ricostruire mantenendo la sagoma dell’edificio originario. La risposta non cerca di aggirare questa condizione, ma di utilizzarla come strumento progettuale. L’archetipo della casa rurale viene conservato e allo stesso tempo reinterpretato. Il progetto non modifica la forma che esisteva. Modifica il rapporto tra peso e leggerezza, tra continuità e separazione, tra la permanenza della pietra e la luce che la attraversa.

Località: Capranica (VT), Italia

Committente: privato

Progettazione architettonica: Michela Ekström,  Deltastudio Architecture

Team di progetto: Michela Ekström, Dario Pompei, Valerio Galeone

Progetto strutturale: Ing.Capaldi

Superficie: 142 mq residenziali + 108 mq agricoli

Anno progetto: 2025

Stato: In costruzione